Rapporto tra settore primario e distribuzione

La BoqueriaL’attuale livello di conflittualità tra agricoltura e commercio è molto alto sia a livello nazionale che regionale.

I produttori agricoli e dell’agroalimentare, soprattutto quelli piccoli, sono sempre più stretti in una filiera che presenza diseconomie e disequilibri di potere contrattuale.

Il crescere del potere contrattuale della grande distribuzione ed il progressivo accentuarsi dei punti decisionali al di fuori del territorio accentua queste spinte.

Gli agricoltori si sono trovati nell’ultimo decennio ad affrontare contemporaneamente una serie di cambiamenti che hanno indebolito il loro ruolo, sia rispetto all’intera economia territoriale sia rispetto al potere contrattuale da esercitare lungo la filiera.

In particolare si possono segnalare:

  • l’aumento della competitività da parte di altri paesi mediterranei su prodotti tradizionali (olio, vino, ortofrutta) in termini di prezzi, l’uniformità del prodotto richiesto soprattutto dalla GD, la capacità produttiva.
  • il cambiamento di indirizzo della politica comunitaria con l’entrata dei paesi dell’Est Europa;
  • il mancato ricambio generazionale, con conseguente resistenza all’innovazione e un alto tasso di abbandono delle aziende agricole.

La risposta di fronte al cambiamento è stata poco reattiva, e ha comportato una drastica diminuzione di capacità competitiva.

La Puglia, ad esempio, ha perso la propria leadership europea sull’uva da tavola.Si è perciò indebolito il ruolo dell’agricoltura pugliese, pur in una abbondanza di risorse territoriali.

Tale situazione anche con la presenza di una serie di eccellenze (imprenditori che hanno saputo rilanciare le loro aziende attraverso la riqualificazione, l’aggregazione, la scelta di mercati di sbocco specifici, ecc) sparse però a macchia di leopardo, ha favorito una conflittualità già intrinseca nel rapporto distribuzione e produzione, che richiede interventi mirati.

La distribuzione a sua volta, dopo avere assunto la leadership nelle quantità di prodotto trattato, sta vivendo un aumento di competitività anche tra le varie formule commerciali affiancato da un periodo di costante contrazione dei consumi familiari.

Pertanto la già consolidata politica di abbassamento dei prezzi pagati lungo la filiera non è più solo una manifestazione di forza concorrenziale rispetto agli altri settori, ma una concreta esigenza per rimanere sul mercato.

Il livello di conflittualità è evidente già dall’analisi delle azioni intraprese dalle categorie interessate per gestire il mercato.

La “riscoperta” della vendita diretta dei prodotti agricoli di consumo

Il cliente “Grande distribuzione”

Puglia: i dati sul settore agricolo

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