Tendenze e novità

“Il futuro del commercio al dettaglio nei centri urbani”

Estratto dalla presentazione di Michael Stumpf - Place Dynamics.

55° Conferenza Annuale - International Downtown Association

Milwaukee (WI) 11-15 settembre 2009

L’ultima decade è stata un periodo di particolare crescita del commercio al dettaglio. Questa crescita è stata evidenziata dal totale delle vendite nonchè dall’aumento delle superfici di vendita. Nel bel mezzo dell’attuale recessione è facile credere che i cambiamenti nell’ambiente commerciale siano il risultato di un’economia globale dall’andamento incerto e altalenante. Questa semplice analisi non permette però di comprenderne la vera causa: un cambio drammatico che sta avendo luogo sul nostro modo di vivere, lavorare, pianificare ed acquistare. L’era dorata del commercio al dettaglio è arrivata alla fine. Non è una buona notizia, ma certamente non così negativa. Tuttavia i nostri centri città (downtown) possono trovarsi  in una posizione più adeguata che le periferie per intercettare questa novità.

Attualmente stiamo assistendo a cambiamenti nel settore del commercio, che risultano non solo dalla forte recessione, ma anche delle nuove tendenze. Sono principalmente di quattro tipi le tendenze che,  insieme  alla crisi, hanno contribuito a questi modificazioni del sistema commerciale:

  • Le tendenze demografiche. Ogni generazione possiede una propria curva di spesa. Iniziamo da piccoli a spendere poco e cominciamo a spendere di più appena i nostri redditi crescono; poi, all’arrivo dell’età della pensione la curva scende e spediamo poco. La generazione cosiddetta del Baby Boom (nati dal 1946 al 1964), è la più corposa, e in questi anni si trova nella fase della vita prossima alla pensione. La generazione X (nati approssimativamente tra il 1965 e il 1980) è molto più piccola e la generazione Y sta iniziando a spendere ora. A complicare di più questo quadro, c’è poi il fatto che queste nuove generazioni hanno diversi interessi e desideri di quelli dei “boomers”. Questo è ugualmente evidente nel lavoro, nella scelta delle abitazioni e per lo shopping. Inoltre la crescita delle comunità di etnie diverse ha modificato la struttura sociale e costituisce un punto importante nelle riflessione sul futuro del commercio al dettaglio. Ci troviamo in un momento in cui diversi commercianti stano puntando e generando offerte per queste diverse popolazioni,  senza dimenticare l”arrivo di catene estere che offrono servizi a questi mercati.
  • Crescita urbana e sostenibilità. Il concetto dello “smart growth” (crescita intelligente) è stata sempre accolto positivamente dai sostenitori dei centri città, non solo per il beneficio dei centri urbani ma anche per reindirizzare lo sviluppo verso il centro. Tuttavia, in questo momento è il pubblico che ha delle richieste in questo ambito. Una parte sempre crescente della comunità infatti, dai giovani ai pensionati, sta mostrando una preferenza a tornare ad abitare le città, vivere nei centri urbani dove si possa passeggiare, e per questo motivo molti distretti commerciali di vicinato sono stati rivitalizzati seguendo questa tendenza. Molti analisti credono che questa tendenza continuerà a crescere ancora di più quando il settore immobiliare uscirà della crisi.
  • Consolidamento del commercio al dettaglio. Ci sono tanti negozi intorno a noi. Decadi di consolidamento del commercio hanno lasciato grandi catene, discount store, outlet, che ormai annoiano i clienti, e questa noia porta a cercare nuovi spazi.
  • Vendita attraverso Internet. Per ultimo, dobbiamo considerare internet. Una crescente percentuale delle vendite sta avvenendo via internet e certamente questa tendenza continuerà a svilupparsi.  Di questa tendenza beneficieranno maggiormente i piccoli negozi o la grande distribuzione? Non si sa. Internet può diventare un’opportunità per i negozi dei centri urbani dando a loro l’occasione di complementare le loro vendite e concorre efficacemente con competitori locali più grandi. La gara è ancora aperta.

I clienti stanno effettuando cambiamenti nelle abitudini di consumo e di stile di vita

Molti analisti stimano che l’85% della spesa post recessione può arrivare al livello del 85% del livello pre-recessione. Questo ha una forte implicazione per il commercio al dettaglio. Tuttavia ci possiamo aspettare un cambiamento nei comportamenti. Questa previsione è fortemente collegata al cambiamento nell’aspirational shopping, in particolare per i beni di lusso e di acquisto consapevole. I clienti attualmente cercano valore, qualità e semplicità. Probabilmente non è una mera coincidenza che queste siano le parole per descrivere la generazione X, mentre quelli che stiamo lasciando sono quelli che identificavano i “baby boomers”.  La crescente importanza che si da all’idea di valore e qualità sopra la quantità spiega il fatto che i clienti comprino meno, però beni maggiormente significativi. Si compra quello di cui si ha veramente bisogno. Questo può essere di buon auspicio per chi offre conoscenze in settori specializzati.

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