Intervista all’Arch. Giovanna Codato

Question time all’Arch. Giovanna Codato, Presidente del Comitato scientifico di AgeCC, Associazione di gestione del centro città

Nell’ambito internazionale ed europeo, all’interno del dibatto sull’importanza delle città come generatrici di ricchezza, di opportunità di lavoro e di crescita della produttività, in un contesto che ragiona in termini di sostenibilità, quale è il ruolo del commercio e come la sua integrazione è determinante per lo sviluppo delle città?

Il commercio è da sempre il biglietto da visita per una città.  Talvolta ne ha addirittura determinato la nascita e guidato l’espansione.  Oggi più che mai, con il declino del settore  industriale, diventa componente essenziale per l’avvio di processi. La sua natura è intimamente connessa al funzionamento del centro; oltre ad attività economica, è presidio, servizio al cittadino, punto di riferimento. E come si posiziona, evolve, si indirizza ai diversi target, determina la frequentazione del centro e la sua attrattività. Per questi motivi, i programmi di riqualificazione urbana devono tenere conto delle sue tendenze, delle sue esigenze e delle sue scelte.

Come impostare e sviluppare percorsi di valorizzazione commerciale dei centri urbani con il coinvolgimento di tutti i soggetti del territorio (pubblico, privato, associazioni, produttori)?

Ai fini della rivitalizzazione sociale ed economica e dei centri, diversi strumenti negli anni passati sono stati implementati: di tipo amministrativo- procedurale, di tipo economico.

Il metodo che più si è rivelato efficace e longevo è quello del town centre management, ovvero della gestione del centro città che si fonda sulla strutturazione di un processo di consultazione da avviarsi tra i diversi attori del centro, pubblici e privati, per arrivare a una visione comune sulla base della quale declinare strategie concrete, credibili e rappresentative, da attuarsi medianti processi negoziali e di concertazione. Programmi di breve-medio periodo, che tengano conto delle “piccole cose” come dei grandi disegni di trasformazione, per incoraggiare progettualità, interventi, e investimento.

Come impostare un sistema di Town Center Management adeguato alle caratteristiche pugliesi?


Ogni centro città si distingue da un altro. Il suo valore aggiunto è proprio il suo carattere di autenticità e di specificità.  Per questo motivo non esiste ricetta; piuttosto, modelli.

In Puglia si dovranno individuare le componenti fondamentali, le “forze” economiche e sociali su cui il processo di concertazione può contare per l’individuazione di obiettivi comuni prima e per la loro attuazione poi. Talvolta non sarà necessario mettere in campo specifiche azioni, ma semplicemente raccordare e coordinare meglio quelle già attivate, entro un disegno unitario e trasversale.

Quali sono gli strumenti normativi urbanistici sul commercio più adeguati per l’equilibrio per le forme distributive in ambito regionale e per la valorizzazione delle aree commerciali naturali, degli ambiti urbani e della qualità della vita dei centri urbani?


Sicuramente sarebbero utili forme di incentivazione alla gestione integrata dei processi di riqualificazione del centro, data la sua poliedricità e la sua natura assolutamente trasversale. Nelle fasi di avvio, sarebbe importante che l’amministrazione comunale, anche al fine di porsi come catalizzatore dei processi di rivitalizzazione sociale ed economica, possa disporre di contributi per interventi strutturali ove questi siano indirizzati al sostegno e alla valorizzazione di luoghi e attività esistenti, e che in parallelo anche i commercianti siano messi nella condizione di poter accedere, in forma individuale o associata, a forme di contributi per la propria valorizzazione, in termini di miglioramento dell’offerta commerciale o di attrattività. Per perennizzare gli effetti di tali sforzi economici da parte di pubblico e privato, l’introduzione di misure mirate al recupero di risorse economiche finalizzate a queste azioni nel tempo sarebbe ottimale.

Quali modalità di riduzione di impatto per le grandi strutture ritiene più efficaci e percorribili per la valorizzazione del sistema commerciale di un territorio?


Negli Stati Uniti, l’ultimo centro commerciale è stato licenziato nel 2006. Il 7% dei mall regionali è in fase di dismissione, alcuni sono stati convertiti a servizi: scuole, centri medici, call-center.  Sempre in Nord America, la vita media di un supermercato è di 5 anni.

La recente contrazione economica ha visto la chiusura di 600.000 attività economica, ma per contro il 37% di quelle che hanno retto si è addirittura espanso quando localizzato in centro città.  La riduzione di impatto del commercio moderno è dunque “fisiologica”, auto-indotta e determinata dalle contingenze al contorno e ai fenomeni di “reciproca cannibalizzazione” tra strutture simili, che hanno le medesime cose da offrire. Il commercio tradizionale, per contro, può sopravvivere e anzi trovare margini di miglioramento se inquadrato entro uno strumento programmatico e flessibile, orientato alla sua valorizzazione in relazione a tutte le altre componenti.

Quale sarà l’evoluzione del ruolo dei mercati rionali alla luce delle abitudini di consumo?


I mercati rionali sono tornati ad essere, in Nord Europa e in America, elementi trainanti per il rilancio dell’economia cittadina, come il supermercato per la galleria commerciale.  Nuovi mercati coperti e non, sono continuamente istituiti, spesso con il sostegno dei commercianti del centro: a Granada, come a Milwaukee, come a New York, sono stati infatti proprio loro addirittura a finanziare la realizzazione di luoghi e strutture entro cui ospitarli.

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