Le piccole, medie e grandi imprese

Le imprese si possono catalogare sulla base delle loro dimensioni: piccole, medie e grandi. A questa distinzione dimensionale corrispondono peculiarità storiche, contingenti e di prospettive.

Attualmente esiste uno scarto importante tra la Puglia, dove le vendite realizzate nelle piccole-medie imprese commerciali raggiungono una quota pari al 76% del totale, e il resto d’Italia, dove si fermano invece al 59%.

Aldilà della crisi economica e della situazione congiunturale della Puglia, le prospettive (e i dati lo confermano) sono quindi di un progressivo passaggio delle vendite dalla piccola e media impresa verso la grande distribuzione. E il rischio concreto di tale progressiva modernizzazione è quello che sia soprattutto la piccola imprenditoria a pagarne il prezzo.

Alle piccole imprese in particolare è quindi richiesto uno sforzo particolare per iniziare a trasformarsi, in un contesto socio economico già difficile, in senso più imprenditoriale, senza perdere la loro identità. Si parla complessivamente di …. imprese, che quindi rappresentano un patrimonio da valorizzare per evitare che si disperdi.

Le medie imprese e la Distribuzione Organizzata rappresentano invece un potenziale di sviluppo notevole, grazie alle sinergie che permettono di creare tra prezzo, servizio e qualità (soprattutto per l’alimentare “fresco”). In Puglia,  i principali gruppi sono ….

Infine, diventa importante approfondire il ruolo rivestito dalla Puglia e le specifiche strategie delle grandi imprese e della Grande Distribuzione. Attualmente nel settore alimentare operano Coop Estense, le francesi Auchan e Carrefour, e Conad Adriatico. Nel futuro, Carrefour si ritirerà dal mercato pugliese con la cessione a Coop Estense di tre ipermercati (Bari, Brindisi, Lecc).

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