La sicurezza
Parlare di problemi che riguardano la sicurezza in Puglia non significa riferirsi tanto alla “criminalità su strada”, ovvero a furti, rapine, scippi, quanto soprattutto a racket, usura, criminalità organizzata che, in Puglia, si declina prevalentemente nella Sacra Corona Unita (SCU).
La criminalità su strada è un fenomeno diffuso: la Puglia si posiziona infatti al terzo posto in Italia per numero di furti ad esercizi commerciali (fonte Istat, dati al 2004-2007). Dato però che le prime due regioni in Italia per numero di furti dichiarati sono Campania e Sicilia, è possibile evidenziare una correlazione tra furti e criminalità organizzata.
E qui si torna quindi alla tesi di partenza: parlare di sicurezza significa parlare soprattutto di SCU, che gestisce racket e riciclaggio di denaro sporco, e, da ultimo per citazione ma non per importanza, di usura.
Il racket delle estorsioni, altrimenti noto come “pizzo”, è strettamente legato alla SCU. In Puglia, nel 2006 sono state fatte 517 denunce (il 10% sul totale italiano), per un totale di 683 persone denunciate. Negli ultimi anni il numero di denunce è in tendenziale lieve calo: il fenomeno sarebbe da imputare alla diminuzione del numero di esercizi, all’attuale riorganizzazione dei vertici della SCU, decimati da alcuni arresti importanti, e alla decisione di puntare su attività legali e più edditizie.
Il riciclaggio di denaro sporco negli ultimi anni si sta indirizzando sempre più al commercio. I grandi centri commerciali e i supermercati rappresentano luoghi ideali per il riciclaggio del denaro e per un controllo olistico di un processo che va dalla lottizzazione all’assunzione di manodopera. La Direzione Nazionale Antimafia sta portando avanti una serie di inchieste che dimostrerebbero come anche la Scu stia aprendo diversi esercizi commerciali sia in franchising che con marchi propri soprattutto nel basso Salento. (fonte SOS Impresa 2008).
Infine, l’usura. L’usura è un fenomeno in costante e rapida crescita, anche a causa della congiuntura economica sfavorevole: il fenomeno è infatti acuito dalle crescenti difficoltà economiche delle famiglie e dell’imprenditoria, in particolare dei piccoli commercianti. In Italia, si stima che i commercianti coinvolti in rapporti usurari sarebbero stati nel 2008 oltre 180.000: il 19,2% sul totale delle attività. In Puglia, quarta regione in questa triste classifica dopo Campania, Lazio e Sicilia, si stimano 16.000 commercianti coinvonti, il 17,6% sul totale, per un giro d’affari di 1,2 miliardi di Euro.
Oltre l’evidente rilevanza numerica, si sono affrontate queste tematiche per il ruolo propositivo che alcune leve, come accesso al credito, Confidi, rapporti con Associazioni di Categoria o Antiusura, possono avere per lenire le difficoltà dei commercianti.
Soprattutto nell’attuale periodo di crisi economica è fondamentale riconoscere un sostegno alle piccole e medie imprese in momentanea difficoltà con azioni che migliorino il rapporto con gli Istituti di Credito, e che potenzino appunto il sistema dei Confidi.
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