I consumi in Puglia

Alcune informazioni di scenario permettono di valutare l’evoluzione del mercato pugliese sul contesto italiano.

La popolazione residente a livello regionale registra un tasso di crescita del 1,3% nel quinquennio 2002-2007. Il dato è in linea con la media dell’Italia meridionale, mentre è inferiore rispetto a quello nazionale (che si attesta sul +4%).

Nel merito delle singole province, Bari e Lecce sono quelle che crescono di più, Brindisi e Taranto sono sostanzialmente stabili, mentre a Taranto si registrano dinamiche di decrescita.

La sostanziale stabilità della popolazione è da imputare all’emigrazione verso altre zone di Italia, che comporta un saldo migratorio totale negativo. Il flusso migratorio verso l’esterno è compensato dagli alti tassi di natalità della regione, superiori rispetto alle performance sia italiane sia dell’Italia del sud.

Il peso degli stranieri residenti in Puglia è molto limitato al 31/12/2007 sono circa 64 mila, con un incidenza sul totale dei residenti pari all’1,6%.

Il tasso di crescita del numero di stranieri è comunque elevato, dato che nel 2007 è aumentato del 25% rispetto al 2006, un incremento superiore rispetto a quello registrato in Italia (+17% su base annua).

Le previsioni demografiche pubblicate da ISTAT e relative al periodo 2008-2050 presentano un andamento decrescente costante dei residenti regionali.

Pur tenendo in considerazione che si tratta di stime, e che la loro affidabilità diminuisce all’allontanarsi nel tempo, la dinamica demografica che ne consegue è negativa: fino al 2010 la popolazione risulterebbe in aumento, dopodiché si prevede un trend negativo, con una decrescita che porterebbe la popolazione pugliese a scendere sotto i quattro milioni già dal 2020.

Una componente significativa dei consumi è data dai turisti. Nel 2008 in Puglia si è registrato un flusso di quasi 3 milioni di arrivi, per un totale di oltre 12 milioni di notti trascorse nelle strutture ricettive pugliesi. La permanenza media si attesta sulle quattro notti. Il trend dei flussi turistici regionali dal 2004 evidenzia un incremento costante, amplificato dall’ottimo andamento dell’anno 2008.

Su base quinquennale, la crescita si attesta intorno al 25% per gli arrivi, e al 17% per le presenze.

La mobilità e il tempo

Rispetto allo scenario nazionale altri due dati vanno evidenziati:

  • in primo luogo la bassa motorizzazione della regione, appena 54 auto ogni 100 abitanti; peggio della Puglia solo la Liguria - (Fonte Autopromotec 2008). Tale dato non è negativo in sé, ma in quanto testimonia, in assenza di un particolare sviluppo di modalità di trasporto alternative, una ridotta mobilità delle persone;
  • il secondo dato è dato da un basso tasso di occupazione femminile (le donne occupate dai 15 ai 64 anni sono il 36% della popolazione di riferimento; in Italia il 51%).

Leggendo assieme questi due dati risulta evidente le ridotte motivazioni dei consumatori pugliesi a spostarsi per acquisti e ad utilizzare le strutture che comportano risparmi di tempo.

Infatti i consumatori e, soprattutto le consumatrici, si trovano ad avere più tempo libero e meno disponibilità di mezzi per raggiungere grandi strutture periferiche.

La Puglia, quindi, risulta una regione meno ricca rispetto alla media italiana, ma mostra redditi in costante crescita. Il divario tuttavia continua a riflettersi nella dotazione e nell’utilizzo di computer di Internet.

Rispetto al resto d’Italia, inoltre, risultano particolarmente basse le quote di quanti navigano sul web per e-commerce: una differenza  probabilmente destinata a ridursi nel tempo, così come si registra un progressivo allineamento delle performance pugliesi al resto d’Italia per altri aspetti.

Tuttavia per quanto destinate a ridursi le peculiarità dei consumatori pugliesi sono destinate a rimanere ancora a lungo e a influenzare la rete distributiva locale.

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