Il Town Center Management in Gran Bretagna
Alla fine degli anni 70, in Gran Bretagna, di fronte ad un progressivo e rapido trasferimento del settore della distribuzione dalle aree urbane verso nuove zone periferiche, i diversi soggetti coinvolti hanno iniziato ad interrogarsi sui possibili modelli di gestione integrata delle aree in crisi. Questo sviluppo di ampie zone commerciali periferiche portava ripercussioni notevoli sull’offerta commerciale rendendola meno competitiva e soprattutto desertificazione di alcune arterie commerciali centrali. Di fronte alla sempre più frequente apertura di centri commerciali centrali. L’idea è stata quella di analizzare i punti positivi della gestione di questi complessi commerciali e attraverso l’importazione dell’approccio manageriale, creare un’unita di gestione in centro città.
Inoltre, di fronte al modello americano, in cui si sono verificati sviluppi di grandi polarità commerciale extraurbane causando la perdita dell’identità dei centri urbani (doughnut effect), le amministrazioni centrali e locali britanniche hanno definito delle linee guide di politica commerciale pubblica.
La prima iniziativa di TCM in Gran Bretagna nasce nel 1986 in una contea metropolitana di Londra, Red Bridge.
In questo sobborgo, nell’esecuzione di un progetto di rivitalizzazione del centro storico è stato nominato un responsabile con il compito di coordinare le attività commerciali della città. Questo sistema è stato creato al fin di evitare delle sovrapposizioni di competenze ed offrire uno sportello unico d’informazione. In questo modello iniziale, la gestione rimaneva a carico della Comunità locale, ma l’idea di un possibile partenariato era già in discussione. Tuttavia, è soltanto a partire degli anni 90 che si assiste ad un vero sviluppo e razionalizzazione di queste iniziative in Gran Bretagna.
Le politiche sopracitate avevano come obiettivo limitare l’apertura di grandi superfici distributive in periferia e il sostegno ai progetti di recupero e valorizzazione dei centri urbani. In particolare il “Planning Policy Guidance N. 6: Town centres and retail development” sottolineava l’importanza dello sviluppo dei centri urbani (downtown).
L’idea di trasferire e utilizzare le tecniche che si sono rivelate efficaci nei centri commerciali del settore privato al settore pubblico è attribuita a P.H. Spridell. Il concetto è stato utilizzato per centralizzare in un’unica unità i servizi che necessitavano i centri urbani come la manutenzione dei marciapiedi, la pulizia, la sicurezza, i parcheggi, l’illuminazione pubblica, ecc.).
Da questo primo progetto, il sistema è stato implementato in diverse città, e da queste prime esperienze, il concetto e le teorie su cui si fondano si sono evolute e incrementate. Nella legislazione inglese, la pianificazione settoriale è abbordata nella Planning Policy Guidance (PPG), mentre il PAN (Planning advice note) indica le modalità di applicazione delle azioni contenute nelle PPG: Nel torno di anni dal 1979 al 1997, nella Planning Policy Guidance numero 6, il commercio è stato indicato come fattore di rinnovo economico dei centri urbani. Ma è solo dagli anni 90 che la normativa sulla pianificazione urbanistica ha esplicitamente collegato il commercio ai centri urbani. Il documento del 1993 stabilisce che il commercio nei centri urbani è una priorità di sviluppo per le città, considerato che nella logica dello sviluppo sostenibile, l’accessibilità a queste aree è garantita anche a quelli che non dispongono di mezzi privati di trasporto. Inoltre nel 1997, nel PPG1, si risalta il concetto che il centro-città è il luogo dove le persone possono, lavorare, vivere, avere luoghi di svago e possono anche fare lo shopping.
Queste esperienze si sono sviluppate in diverse citta, da piccoli a grandi centri urbani e in questo momento esistono oltre 300 TCM in Gran Bretagna.
Con la sperimentazione di questo modello è stata creata da più di 15 anni l’Associazione di Town Center Management (Atcm) . Quest’organizzazione non governativa è nata con lo scopo di sostenere lo sviluppo dei centri urbani in Gran Bretagna, ma conta attualmente anche con soci di altri paesi.
Gli obiettivi fondamentali di queste iniziative sono in genere le stesse: promuovere la partecipazione nella ricerca di soluzioni ai problemi delle diverse aree, favorire le attività di marketing, che con il rafforzamento dell’immagine dell’area, sostengono l’attrattività delle medesime, valorizzare le aree non solo per i consumatori ma anche per i residenti, e , per ultimo ma non meno importante, migliorare l’offerta complessiva dei servizi in centro città.
Quello che differenzia l’una dall’altra è il piano di azione che viene attuato per conseguire gli obiettivi.
Did you like this? If so, please bookmark it, about it, and subscribe to the blog RSS feed.