Il Town Center Management in Belgio

L’esperienza di Town center management in Belgio è più recente rispetto a quella inglese. La particolarità di questo modello è quella di essere una normativa,nata nella Regione Vallone (Francofona). Nel 1998, il Governo Regionale Vallone, elaborò un “Piano d’azione integrato per la gestione dei centri città al fine di trovare un’uscita al declino economico di numerosi centri cittadini. Il Governo Vallone aveva l’intenzione, con questo piano, di ristabilire l’equilibrio nelle città fra il centro e le periferie al fine di evitare che le zone centrali continuassero a degradarsi economicamente, socialmente e strutturalmente.

BruxellesSi creano in tal modo le cosiddette “cellules de gestion des centres-villes”. Queste “cellule” o unità di gestione sono la struttura operativa attraverso cui si realizzano i progetti.

Questo modello di gestione mantiene intatto uno dei fattori principali delle esperienze di Town Centre Management ovvero il partenariato pubblico-privato. Nel quale i posti chiave sono equamente divisi tra il settore pubblico e quello privato.

I centri urbani che decidono di creare queste unità sono affiancati da una “celula” di riflessione e coordinamento di livello regionale, conosciuta come “Association du management de centre-ville“, che ha un ruolo simile in quanto a lavoro in rete a quello dell’associazione britannica, anche se in tale esperienza l’iniziativa è pubblica, e non privata come in Gran Bretagna.

Le “cellules” si finanziano attraverso:

  • Contributi del Comune: varia fra il 20 e il 40% del budget totale della cellule. A Mons, per esempio, il contributo è pari al 50 %. In certi casi, il Comune assume i costi di una parte del personale come ad esempio gli “stewards urbani”.
  • Contributi dei Partners: nella maggioranza dei casi, il contributo è volontario, anche se tuttavia, per esempio, a Liège il contributo è obbligatorio per ogni partner membro del Consiglio di Amministrazione pari a 5.000€ all’anno, che rappresenta più del 18% del budget della “cellula”.
  • Quote Associative: questa quota è volontaria, ma si può notare che non abbia molto peso sul budget. Può accadere che certi commercianti in luogo di versare la quota associativa contribuiscano con la sponsorizzazione di eventi o comprando un pacchetto di attività fornite dalla “cellula”.
  • Altri ricavi: molte cellule organizzano delle attività promozionali che forniscono dei ricavi come ad esempio la cellula di gestione di Charleroi, che ha istaurato la vendita di un “pacchetto di servizi e animazioni”, che viene venduto annualmente ai commercianti con contributi che variano a seconda del numero di dipendenti. (dai 30€/anno ai 1240€/anno).

In genere, le attività finanziate sono:

Attività ludiche, sportive, culturali, etc

  • Contratti che coinvolgono il proprietario di un locale, la cellula di gestione e il conduttore per la ri-occupazione di un locale dismesso, in tali evenienze la cellula percepisce una percentuale del ricavato.
  • Vendita di prodotti con il marchio della cellula di gestione o prodotti  tipici della regione.
  • Contributi della Regione : che rappresentati da risorse destinate al pagamento dei salari dei lavoratori della “cellula”. Nei comuni piccoli, il contributo è pari al 65 % del budget totale, mentre nei comuni più grandi questa percentuale diminuisce fino al 46%.

L’esperienza Vallone nasce e si sviluppa nella città di Charleroi, a seguito di un forum per lo sviluppo futuro dei centri urbani in Belgio, dove vengono presentate le esperienze internazionali di rivitalizzazione e gestione di tali aree.

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