Domande rivolte al Dott. Camillo Gardini

Il Dott. Gardini è il Presidente della società Agri 2000 di Bologna ed esperto del settore agro alimentare

Come si configura il rapporto produzione/distribuzione (situazione italiana e peculiarità pugliesi)?

Per circa 50 anni il rapporto fra produzione agricola ed agroalimentare italiana e distribuzione ha mantenuto una tipologia di relazione abbastanza omogenea.

Questo periodo, dal dopoguerra agli anni ‘90, è stato caratterizzato da una produzione “locale” (nazionale o pugliese) che entrava in crisi quando vi era superproduzione sia per andamenti climatici favorevoli o per scarsa programmazione delle produzioni.

Dagli anni ‘90 invece è diventata sempre più incidente per il settore l’internazionalizzazione dei mercati dovuta a una riduzione dei tempi e dei costi di trasporto e dalla evoluzione produttiva di paesi vocati alle produzioni agroalimentari e con costi di produzione molto inferiori ai nostri.

Questa situazione ha portato ad uno squilibrio nel rapporto fra produzioni “agroalimentari” locali e distribuzione.

La distribuzione legittimamente alla ricerca di margini più cospicui ha spesso preferito produzioni estere capaci di fornire più ampie marginalità ed anche, e questo è paradossale, maggior contenuto di servizio nei prodotti.

L’attuale crisi di tutto il settore produttivo agricolo nazionale, non vi è, infatti, produzione che nel 2009 abbia portato soddisfazione ai produttori agricoli e si prospetta un gravissimo abbandono dalla terra di molti imprenditori soprattutto giovani, mette in luce questa attitudine della classe produttiva del paese ad essere buoni produttori ma scarsi imprenditori.

I nostri produttori  non sono stati in grado, negli anni di relativa ricchezza, di conferire distintività ed arricchimento di servizi alle nostre produzioni locali ed ora si trovano perdenti ad essere confrontati con produzioni estere a consistente minor costo e maggior servizio !

La nostra produzione, se resta nella zona grigia del prezzo come unico fattore di scelta, risulterà sempre perdente con competitori internazionali.

La situazione pugliese non è diversa da quella di tutte le altre regioni italiane.

Che dimensioni ha assunto in Puglia il fenomeno del rinnovato interesse per modelli di vendita diretta dei prodotti agroalimentari e i mercati dei produttori?

Agri 2000 realizza dal 2005 un Osservatorio Internazionale sulla vendita diretta nelle imprese agricole. Il 4° Rapporto dell’osservatorio, presentato alla stampa il 19 dicembre us, raffigura una situazione della Puglia con un fenomeno di vendita diretta strutturata che coinvolge soltanto il 2,4% (pari a 1.500 aziende) delle imprese agricole presenti nella regione contro il 18% della Toscana e l’11% della lombardia. Anche in valore i prodotti agricoli venduti in questo canale raggiungono livelli ridotti: solo l’1% della Produzione Lorda Vendibile del primario pugliese viene venduto con vendita diretta nelle sue varie forme. I produttori pugliesi hanno anche attivato 25 Farmers Market per raggiungere il consumatore vicino al lugo di residenza ma restano numeri ridotti rispetto alla situazione del nord.

Rispetto ai marchi, tanti tentativi velleitari , trainati spesso da provvigioni pubbliche ma poche inziative concrete capaci di fornire vero valore aggiunto ai produttori.

I mercati rionali che ruolo giocano o possono giocare nella commercializzazione dei prodotti locali?

I mercati rionali possono rappresentare una possibilità formidabile per i produttori agroalimentari locali per una distribuzione dei loro prodotti. Due le condizioni:

  • Produzioni locali veramente distintive per qualità e contenuto di servizi
  • Operatori della distribuzione interessati a qualificare la loro offerta rispetto ad altre forme distributive.

Il cammino è dunque ancora lungo !

Quali difficoltà ci sono nella distribuzione dei prodotti locali e tipici e come superarle?

La vera difficoltà sta nella scarsa percezione dei bisogni espliciti e latenti del consumatore.

Sembra banale ma è un esercizio fatto poco e male dalla maggioranza degli operatori. Ogni impresa della distribuzione deve capire bene a chi si rivolge e che consumatore vuole raggiungere.

Ogni produttore deve chiedersi come può essere distintivo ed eccellente il suo prodotto e come può raggiungere una riconoscibilità di questa distintività da parte del distributore e dell’acquirente finale. Occorre poi chiedersi come incorporare servizi al proprio prodotto.

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